imageFORNITORI UE

Per acquisto intracomunitario di beni si intende qualsiasi acquisto di beni mobili materiali effettuato nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese, arti e professioni da un soggetto IVA al verificarsi delle seguenti condizioni:

– l’acquisto deve essere a titolo oneroso (pagamento di corrispettivo o permuta);

– deve essere acquisita la proprietà dei beni (vendita, con esclusione del conto visione) o di altro diritto reale di godimento (ammessi solo l’uso o usufrutto) sui beni stessi;

– i beni devono essere fisicamente trasferiti da uno Stato all’altro della U.E., (devono quindi essere trasportati dall’acquirente, dal venditore o da un terzo per loro conto (corriere, posta, ecc.) nel territorio dello Stato da altro Stato membro;

– i soggetti che pongono in essere l’operazione devono essere entrambi soggetti passivi di imposta e possedere il codice di identificazione. Pertanto ne scaturisce che gli acquisti effettuati da privati non rientrano nella fattispecie degli acquisti comunitari e sono pertanto assoggettati ad IVA nello Stato di origine (art. 38, D.L. n. 331/1993).

Al ricevimento della fattura il cessionario soggetto passivo IVA “stabilito” in Italia dovrà procedere: – ad integrare (c.d. reverse charge) l’imponibile con l’imposta calcolata secondo le aliquote vigenti, o ad indicare il titolo di esenzione o di non imponibilità IVA;

Per gli acquisti intracomunitari di beni torna l’obbligo di presentazione degli elenchi INTRASTAT che viene effettuata tramite il commercialista e la cui periodicità è:

mensile: per soggetti che effettuano acquisti di beni e servizi superiori ad Euro 50.000 nel trimestre di riferimento e/o in uno dei quattro trimestri precedenti;

trimestrale: per i restanti soggetti.Il termine di presentazione degli elenchi è fissato entro il giorno 25 del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di riferimento.

imageFORNITORI EXTRA UE (importazioni)

Le importazioni, invece, sono acquisti di beni da un paese extra-ue ad un paese dell’unione europea. Il soggetto che effettua l’importazione è tenuto ad assolvere tutti gli obblighi sostanziali e formali ai fini iva.

L ‘importazione, da chiunque effettuata, infatti, è un’operazione rilevante ai fini IVA (artt. 1 e 67, D.P.R. n. 633/1972). L ‘imposta viene accertata, liquidata e riscossa all’atto di ogni operazione in base alle regole doganali.

Infatti l’Iva, applicata nella bolletta doganali dovrà essere pagata congiuntamente ai dazi doganali.

Nel momento di introduzione dei beni nel territorio comunitario, il proprietario della merce o lo spedizioniere dopo aver presentato in Dogana la bolletta doganale ricevono il modello DAU quietanzato. Il documento in oggetto, che ha rilevanza esclusivamente ai fini Iva, deve essere numerato e annotato nel registro degli acquisti al fine della detrazione dell’Iva. Infatti L’Iva assolta in dogana da soggetti passivi IVA potrà essere portata in detrazione secondo le regole ordinarie (artt. 19 e ss. D.P.R. n. 633/1972).

La fattura del fornitore extra UE rappresenta il documento giustificativo del costo sostenuto per i beni importati. Tale fattura non ha rilevanza ai fini IvA (per la quale si fa riferimento a quanto riportato nella bolletta doganale), bensì ai fini delle imposte dirette.