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Se esercitiamo un’attività di vendita on line non possiamo non sapere cosa stabilisce il Codice del Consumo (art. 52 e ss.) in tema di diritto di recesso.

Il diritto di recesso vale per tutti gli acquisti fatti a distanza e quindi anche per l’e-commerce. Tale diritto tutela il compratore on line che deve essere sempre ben informato sui termini entro i quali può far valere il diritto al ripensamento.

Con il ripensamento, infatti, l’acquirente, dopo aver visionato il prodotto e le sue caratteristiche, può sciogliere il contratto di compravendita con il fornitore senza specificarne il motivo e attraverso una semplice richiesta.

A carico del compratore c’è  l’onere di restituire il bene, a carico del venditore l’onere di rimborsare il cliente.

Ma vediamo le diverse fasi del recesso.

Obbligo di informare

Innanzitutto l’impresa  che fa e-commerce ha l’obbligo di informare il consumatore sull’esistenza del diritto di recesso, sulle condizioni, i termini e le procedure per esercitare tale diritto. Se il venditore risulterà inadempiente, cioè non fornirà un’adeguata spiegazione della procedura di ripensamento, i termini per il recesso si allungheranno.

Come stabilisce il Codice del Consumo, il consumatore ha 14 giorni per recedere dal suo contratto, comunicando la circostanza al venditore. Non deve specificare i motivi del ripensamento, perché colui che compra a distanza prende completa visione del bene solamente al momento della consegna. Solo in questa fase finale può  rendersi conto di aver commesso un errore o di non essere soddisfatto del prodotto e rimandarlo al fornitore.

A questo punto, potrà utilizzare il modulo tipo di recesso standard che potrà compilare, stampare e spedire con raccomandata.

Obbligo di rimborso

Una volta venuta a conoscenza della volontà del consumatore di voler recedere, l’impresa ha l’obbligo di rimborsare tutti i pagamenti ricevuti per la vendita comprensivi dei costi di consegna standard, con le stesse modalità usate dal consumatore per il pagamento del bene. Per adempiere all’obbligo di rimborso è previsto un termine non superiore a 14 giorni dalla comunicazione di recesso. Ma se dall’uso del bene da parte dell’utente ne deriva un danno al prodotto, per cui il suo valore è diminuito, questi ne risponde al venditore.

Obbligo di restituzione

Il consumatore, da una parte, ha l’obbligo di rispedire quanto ricevuto entro 14 giorni. Come già detto, le spese di spedizione sono a carico del venditore se lo specifica nelle condizioni generali di vendita, mentre sono a carico del compratore negli altri casi.

Casi di esclusione dal diritto di recesso

Ma esistono casi in cui il diritto di recesso non può esser esercitato e riguarda:

  • la fornitura di beni personalizzati o confezionati su misura;
  • la fornitura di beni deteriorabili;
  • la fornitura di beni sigillati che, per motivi di sicurezza o di salute, non si prestano alla loro restituzione dopo l’apertura;
  • la fornitura di bevande alcoliche il cui prezzo, concordato, sia legato a fluttuazioni di mercato e la cui consegna non possa avvenire prima di 30 giorni;
  • la fornitura di giornali, riviste e periodici;
  • la fornitura di video/audio/software consegnati sigillati e che siano stati aperti;
  • i contratti in cui il consumatore ha specificamente richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell’effettuazione di lavori di riparazione o manutenzione.

E nel periodo di saldi?

Infine, il consumatore che compra online può fare acquisti anche in periodo di saldi avendo la più totale certezza che, anche in questi casi, può esercitare i propri diritti.