edocsLe norme del codice civile e/o le norme tributarie prescrivono l’obbligo di tenere e conservare documenti e determinati libri e/o registri contabili, al fine di annotarvi tutte le operazioni di gestione inerenti l’attività esercitata. Questo anche per conoscere approfonditamente la situazione economica-patrimoniale della propria impresa, la situazione di liquidità e lo stato di salute dei propri affari. Dunque è indispensabile che i fatti aziendali siano rilevati in maniera veritiera adottando un regime contabile a seconda del soggetto giuridico e del volume d’affari.

Commercio elettronico diretto B2C

Nei precedenti articoli abbiamo parlto ampiamente del commercio elettronico diretto, cioè di quelle prestazioni digitali erogate a consumatori finali tramite la rete e della nuova procedura semplificata e facoltativa del MOSS per svolgere adempimenti Iva relativa ai paesi esteri. Per queste operazioni è disposto l’esonero dall’obbligo di emissione della fattura, ricevuta fiscale o scontrino (salvo espressa richiesta del consumatore). Resta, però, il dovere di annotare i corrispettivi giornalieri (art.24 del D.P.R. 633/1972).

Commercio elettronico diretto B2B

Il B2B riguarda prestazioni di servizi digitali a soggetti passivi. Per queste operazioni non ci sono le semplificazioni certificative e contabili descritte in precedenza. L’impresa è tenuta ad iscriversi al Vies e ad emettere fattura.

Commercio elettronico indiretto

L’ attività di commercio elettronico indiretto è ’attività di vendita on line di beni materiali. E’ una transazione commerciale che avviene in via telematica ma la consegna fisica della merce a domicilio avviene secondo i canali tradizionali, ossia tramite vettore o spedizioniere. Tali operazioni di commercio elettronico indiretto assimilate alle vendite per corrispondenza non saranno soggette all’obbligo di emissione della fattura (se non richiesta dal cliente), né all’obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, nè all’ obbligo di certificazione dei corrispettivi .

Ma anche se non c’e l’obbligo ad emettere fattura,ricevuta o scontrino fiscale è buona norma effettuare comunque l’emissione dei documenti di vendita.

immaginedocumentiI registri da tenere per l’attività di ecommerce:

registro delle fatture emesse: dove registrare le fatture emesse in ordine cronologico;

registro degli acquisti: dove registrare le fatture ricevute dai fornitori;

registro dei corrispettivi: viene annotato, per ogni giornata, l’incasso complessivo comprensivo IVA, distinto per aliquota;

registro dei cespiti ammortizzabili: dove registrare i beni strumentali soggetti ad ammortamento;

Se in contabilità ordinaria sono necessari anche:

libro giornale: dove registrare tutti i fatti economici e patrimoniali (acquisti, vendite, pagamenti, incassi);

libro inventari: dove registrare la consistenza patrimoniale dell’impresa alla fine di ogni esercizio.

Le registrazioni devono essere effettuate in ordine cronologico. La stampa dei  registri devono essere effettuate entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA.

Tra i documenti da conservare per almeno 10 anni, ci soffermiamo in particolare sulle note di credito emesse per un reso totale o parziale della merce.

Nota di credito

La nota di credito è un documento emesso per stornare totalmente o parzialmente una fattura. Le note di credito devono essere emesse alla medesima aliquota d’imposta applicata a suo tempo nell’emissione di fattura. Nella compilazione della nota di credito è fondamentale riportare i riferimenti del documento di origine a cui la stessa fa riferimento.

Se i beni ceduti, inizialmente, senza fattura vengono restituiti al fornitore, normalmente per tali operazioni non sarebbe possibile recuperare l’IVA. Ma l’Agenzia delle Entrate consente di recuperare l’IVA sui resi di merce nell’ambito delle attività di commercio elettronico indiretto che non comportino l’obbligo di emissione di fattura/scontrino/ricevuta fiscale, purchè il contribuente fornisca:

le generalità del soggetto acquirente,

l’ammontare del prezzo rimborsato,

il “codice” dell’articolo oggetto di restituzione

il “codice di reso” (quest’ultimo deve essere riportato su ogni documento emesso per certificarne il rimborso).